PRIVATO (del lavoro) E’ BELLO?
Il 19 luglio scioperano i dipendenti Telecom in Toscana, Liguria e Piemonte. Scioperano contro l’ennesimo taglio di personale annunciato dalla direzione aziendale: circa 7000 lavoratori in meno entro il 2012. Nel frattempo il tavolo nazionale tra le parti sociali ha congelato i primi 3000 licenziamenti, cercando di trovare una soluzione entro il 30 luglio. L’unica soluzione accettabile deve essere il ritiro di tutti i licenziamenti e del piano industriale presentato da Telecom. Altrimenti si può forse ritardare il peggio, ma il processo di ridimensionamento Telecom continuerà inesorabile. Tutta la storia di questa azienda lo dimostra...
Scarica il volantino del Coordinamento 20 Maggio.
“La madre di tutte le privatizzazioni”
Così fu definita la privatizzazione della vecchia Sip, affidata in mano ai cosiddetti “capitani coraggiosi”. Era il periodo in cui si affermava che “privato è bello”. Nel ‘96 l’azienda aveva circa 120mila dipendenti e ora ne ha 54mila. Il patrimonio immobiliare è stato svenduto a Pirelli Real Estate, con il risultato che Telecom spesso deve pagare l’affitto per le proprie sedi. Nel frattempo non sono mancati scandali giudiziari, come la mega truffa fiscale del cosiddetto affare Sparkle Telecom. La presentazione del piano industriale di poche settimane fa ha evidenziato un debito di circa 34 miliardi di Euro e ha annunciato tagli per circa 5 miliardi di euro. Questo non ha impedito all’AD Bernabè di distribuire agli azionisti 850 milioni di dividendi. Così, dopo che l’azienda aveva già annunciato 5000 esuberi nel 2009, ecco arrivare la richiesta per altri 7mila licenziamenti entro il 2012. Continuerà poi inesorabile il processo di esternalizzazione di rami d’azienda. Già prima della presentazione del piano industriale, era stata comunicata la cessione di 2200 lavoratori di IT Tecnology ad una società del gruppo: Shared Service Center (SSC). Da notare che SSC è già piena di debiti ed ha circa 660 dipendenti.
Andare alla radice del problema
Se questo è lo stato di cose, gli attuali tagli non sono un incidente di percorso. La privatizzazione si è rivelata per quel che è: la madre di migliaia di licenziamenti e dello smantellamento di un’azienda in salute. Per questo bisogna contrapporre all’attuale piano industriale una logica complessivamente alternativa. Telecom può e deve tornare ad essere pubblica, per garantire un servizio strategico ed essenziale a tutta la popolazione, per tutelare il lavoro dei propri dipendenti e la loro professionalità. Si tratta quindi di invertire un processo ventennale. Uno sciopero di 4 ore - la cui adesione deve essere in ogni caso più alta possibile - può avere un effetto solo se diventa la prima tappa di una campagna generale nell’intera società contro i licenziamenti e per la ripubblicizzazione di Telecom. Come coordinamento 20 Maggio da parte nostra possiamo solo dichiararci a disposizione di qualsiasi campagna di solidarietà attorno alla vicenda dei lavoratori Telecom.
Il coordinamento 20 maggio nasce da un’assemblea in difesa dello Statuto dei Lavoratori.
Il suo obiettivo è difendere, conquistare e far rivivere i diritti conquistati dal movimento operaio, stimolando e collegando la lotta delle diverse aziende. Non è una struttura concorrenziale ai sindacati esistenti ma semplicemente un coordinamento orizzontale tra i diversi luoghi di lavoro.
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